Molti imprenditori del settore hospitality sono convinti che il problema sia attirare più clienti.
In realtà, molto spesso il problema è un altro:
Quando si cerca di piacere a tutti, si finisce per non distinguersi per nessuno.
E soprattutto si rischia di investire tempo, energie e budget su clienti che generano fatturato ma poca marginalità.
Hotel, ristoranti e strutture ricettive in genere, hanno spesso un approccio molto simile:
“Più clienti arrivano, meglio è.”
Ma il controllo di gestione racconta una storia diversa.
Non tutti i clienti hanno lo stesso valore:
– Alcuni prenotano nei periodi più redditizi.
– Alcuni acquistano servizi aggiuntivi.
– Alcuni ritornano.
Altri invece occupano risorse, generano richieste continue e lasciano margini minimi.
Dunque la domanda da porsi non è:
Quanti clienti ho?
Ma:
Quali clienti mi fanno guadagnare di più?
Questi tre concetti vengono spesso confusi.
È il mercato che vuoi raggiungere.
Ad esempio:
È una porzione specifica del target.
Ad esempio:
È il cliente ideale descritto in modo dettagliato.
Non è una categoria.
È una persona.
Per esempio:
“Luca, 45 anni, manager, viaggia spesso per lavoro, cerca strutture efficienti, check-in rapido, connessione stabile e servizi business.”
Più il cliente è definito, più è facile costruire offerte efficaci.
Questo è uno degli errori più diffusi.
Un cliente che spende molto può richiedere una quantità enorme di risorse.
Un altro cliente può spendere meno ma garantire maggiore marginalità.
Per capire chi crea davvero valore servono dati.
Molte strutture monitorano solo il fatturato.
È un errore.
Per comprendere quali segmenti siano realmente profittevoli, è utile osservare:
Quanto rimane realmente dopo aver sostenuto tutti i costi.
Quanto spende mediamente ogni cliente.
Quanti clienti tornano una seconda volta.
Spa, ristorante, esperienze, upgrade, eventi.
Quanto costa ottenere quel cliente.
Spesso il cliente più profittevole è quello che costa meno acquisire e che torna più frequentemente.
Molte strutture puntano su famiglie numerose.
In alcuni casi però le coppie senza figli generano una marginalità superiore grazie a:
I viaggiatori corporate possono garantire:
Un cliente occasionale può spendere molto una sola volta.
Un cliente abituale che ritorna ogni settimana spesso genera un valore economico superiore nel lungo periodo.
Molte aziende evitano di definire un target perché temono di escludere potenziali clienti.
In realtà accade l’opposto.
Quando comunichi a tutti:
Le aziende che crescono più velocemente non cercano di essere tutto per tutti.
Scelgono chi servire meglio degli altri.
Definire il target non è un esercizio di marketing.
È una decisione strategica.
Perché il cliente giusto non è quello che riempie le camere o i tavoli.
È quello che contribuisce alla crescita sostenibile dell’azienda.
E per scoprirlo servono meno intuizioni e più numeri.
È qui che il controllo di gestione diventa uno degli strumenti più potenti a disposizione di un imprenditore.
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